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Meet Gianpaolo Paglia: come i contatti e le relazioni online si trasformano in amicizia
Quella di venerdì 13 febbraio 2009 è stata per me una giornata molto particolare, ho avuto il piacere di incontrare Giampaolo Paglia di Poggioargentiera, ed insieme a lui di incontrare Jacopo Cossater, blogger di Enoiche Illusioni e persona molto molto interessante.
Uso il termine “incontrare” invece di “conoscere” poiché in realtà noi tre ci frequentiamo/incrociamo con cadenza quasi giornaliera nel mondo virtuale tramite vari social network e blog, ma non ci eravamo mai incontrati ne tutti e tre ne tra di noi.
E questo è finalmente avvenuto qui sull’isola di Procida durante una fredda serata invernale che il vino di Gianpaolo ha riscaldato ben bene trasformando quelle che online si chiamano in gergo “relazioni” o “contatti” in qualcosa di più profondo che in un prossimo futuro spero di poter chiamare amicizia.
Ecco il link alle foto della serata, a questo indirizzo invece trovate lo slideshow.
A presto.
Meet Wine Makers: Meet Gianpaolo Paglia – Procida 13 febbraio 2009
Venerdì 13 febbraio 2009 secondo appuntamento di MwM (finalmente): avrò l’onore di presentarvi il mio (nostro) nuovo amico Giampaolo Paglia, agronomo e titolare dell’azienda Poggioargentiera di Banditella Alberese (Grosseto).
Ecco a voi la locandina, mentre il menù sarà disponibile all’inizio della prossima settimana.

Per seguire tutte le iniziative vi invito ad iscrivervi al gruppo di MwM su Facebook.
Capatosta Morellino di Scansano DOC 2006 PoggioargentierA, ovvero la dolcezza del morellino
Intendiamoci, dolcezza nel senso di piacevolezza, facilità nel berlo e quindi finire la bottiglia ad una velocità inaspettata per un vino che quota ben più di 14% vol. alcolico.
Era un bel pò che aspettavo di degustare questo vino, devo anche dire che Giampaolo Paglia mi aveva invogliato a farlo regalandomene una magnum, ma causa di varie vicissitudini ed impegni ne è sempre mancata l’occasione.
Finchè, a natale, ho preso questa splendida magnum e……. l’ho regalata ad un caro amico. E adesso?

E adesso…..adesso…. per fortuna che ne era rimasta una a scaffale. La destinazione? Il pranzo di Santo Stefano ovviamente.
E me ne sono innamorato.
Il morellino in genere mi piace, mi piace molto il Bellamarsilia di Giampaolo, ma questo Capatosta è un vero fuoriclasse. E’ stato un susseguirsi galoppante di eventi e sensazioni: la velocità con cui lo abbiamo bevuto, il piacere e l’allegria nel berlo, lo stupore nello scoprire che la bottiglia era già finita, il sommo dispiacere di non averne un’altra.
Comunque, lo avete capito, mi è piaciuto tantissimo!
Buon anno a tutti e se ne avete l’occasione, bevetene una bottiglia.
Maremmante, mezzo Syrah e mezzo Alicante
No, non sono tra i primi 50 fortunati estratti per il tasting panel di Poggio Argentiera di Gianpaolo Paglia, ma farò parte di coloro che giocheranno il girone di ritorno ad aprile, questo però non può esimermi dallo scrivere lo stesso di un suo vino, sopratutto dopo che sia Jacopo Cossater che Fabio Ingrosso, a meno di venti giorni l’uno dall’altro, mi hanno segnalato tra i pochi wine blogger italiani.
E’ stato per me un onore e, maggiormente, una sorpresa che dimostra la potenza del mezzo comunicativo qual’è oggi la rete, dove anche le poche idee ed opinioni di un piccolo bottegaio come me trovano terreno fertile in termini di ascolto e diffusione.
Ed io per tutta risposta, cosa faccio? Per circa un mese non scrivo ne pubblico niente?
In verità nell’ultimo periodo il lavoro, complice una serie di sfortunati (piccoli) eventi non mi ha dato nè tempo nè pace, rendendomi impossibile non solo scrivere ma anche semplicemente degustare un’onesta bottiglia di vino.
Stasera però no! Devo farlo! Mi hanno appena consegnato un’altra partita dei vini di Gianpaolo Paglia, sono stanco ed è tardi, ma appena vedo l’etichetta del Maremmante, mi rendo conto che questa volta non sfuggirò all’agognata degustazione.

Le prime cose che mi colpiscono sono la capsula, di un rosso brillante vivo e, immediatamente dopo, il tappo: liscio, perfetto, senza una minima imperfezione, un pezzo unico di elastico sughero, da collezionare.
Verso il vino e qui subito una nota dolente: il colore fitto ed impenetrabile, molto bello, con dei riflessi violacei e bluastri, da proprio l’impressione di essere un avversario molto difficile da battere quando bisognerà procedere a togliere quella bella macchia che ho immediatamente provocato sulla tovaglia versandolo maldestramente.
Molto profumato, frutta rossa, mirtilli ma anche confettura, ampio, appena cominciamo a berlo vedo subito un sorriso affiorare sulle labbra di mia moglie, è il tipo di vino che a lei piace, robusto (14% vol.) ma non aggressivo, bensì morbido ad avvolgente con un finale vellutato. Davvero un gran bel vino con un prezzo a scaffale decisamente onesto.
A, ecco, cattive notizie:
Pochi vitigni parlano di Maremma come l’ Alicante. Coltivato qui da sempre e localmente chiamato “uva spagna” o “tinto di spagna” per il suo colore nero impenetrabile. In questo vino si trova in pari proporzioni col Syrah, in un assemblaggio tipicamente mediterraneo, dai sentori di liquirizia, caffè, frutti neri e speziati. Un vino solare, come la Maremma..
Ora che lo scopre mia moglie…
P.S. Stimando e sperando che i miei post rimangano a lungo in circolazione in rete, ho provveduto come certamente avrete notato, a rappresentare le foto delle bottiglie in orizzontale, per non pregiudicare la loro conservazione nel tempo. Adesso però mi sorge un dubbio che spero mi aiuterete a risolvere: ma la bottiglia la devo orientare con la capsula verso destra o verso sinistra?
Aiutatemi….
Poggio Argentiera, vignaioli 2.0
Devo ringraziare Filippo Ronco ed il suo Vinix, grazie a questo social network incentrato sul vino ho avuto la possibilità di ampliare le mie conoscenze ed incontrare nuove ed interessanti persone.
Tra queste c’e’ Giampaolo Paglia, agronomo nonche’ proprietario di quel gioiello di azienda agricola denominato Poggio Argentiera.
Si definisce “vignaiolo 2.0“, presumo per il suo rapporto/approccio con il web, e dunque, ho deciso di provare ad inserire i suoi vini in enoteca rigorosamente comunicando a mezzo web: no telefono, no agente, no filiera distributiva, richiesta diretta via email provando quella che Filippo Ronco definisce “disintermediazione totale“.
Ha funzionato, Gianpaolo è stato molto gentile e cortese e in meno di dieci giorni dalla prima mail, ho ricevuto una prima fornitura di vini che vi vado a presentare:

Capatosta Morellino di Scansano DOC 2005
Capatosta:
questo e’ il vino emblema dell’azienda con il cui nome la stessa viene spesso identificata. Vincitore di numerosi concorsi e’ un Morellino di razza tirato fuori da una accurate selezione di uve Sangiovese ed Alicante provenienti dai vigneti aziendali. Una vinificazione con fermentazione direttamente in Barrique di Allier a tostatura media di primo, secondo e terzo passaggio (rispettivamente il 50%, il 30% ed il 20% della massa) ed una maturazione del vino nelle stesse per un periodo di 12-13 mesi completano il lavoro.
Il nome dato a vino è un tributo ad una persona speciale e dalla “capa molto tosta“: un baldo ottantaquattrenne originario di Monte San Giovanni Campano, ex carabiniere nonche’ orgoglioso genitore di Gianpaolo.
(Vedi scheda in .pdf)

Bellemarsilia Morellino di Scansano DOCG 2007
Bellamarsilia:
l’etichetta di questo vino, di un giallo brillante e carico ha suscitato in me il primo interesse per questa azienda e, quando poi ho “incontrato” il proprietario in vinix, sono stato felice di approfondire la conoscenza di questo prodotto. E’ il vino prodotto in maggior numero di bottiglie da Gianpaolo (circa 150.000) e devo dire che sullo scaffale in enoteca fa una gran bella figura.
Ieri sera non ho resistito e, pur sapendo che la cena che mi aspettava era piuttosto frugale (…pane e verdurine arrostite…), ho stappato insieme a mia moglie questa bottiglia.
Come già accennato in questo post, non sono un amante delle degustazioni tecniche, preferisco il sistema “alla maniera svizzera“. Comunque il risultato è presto detto: bottiglia finita.
(Vedi scheda in .pdf)

Fonte_40 Maremma Toscana bianco IGT 2007
Fonte 40 o Fonte_40:
e veniamo adesso al vino che mi ha così incuriosito da farmi decidere di inserire dei nuovi prodotti a stagione gia’ inoltrata. E’ un blend composto da un 40% di vermentino, 40% di ansonica (meglio conosciuta come inzolia) e da un 20% di …fiano. Ma come, …fiano … in toscana… in maremma? Mai sentito. Sara’ un errore nella scheda?
Ebbene si’, di errore si tratta, ma non è nella scheda tecnica del vino, bensi’ di un errore di …consegna.
Doveva nascere una vigna a chardonnay, ma il vivaista spedi’ delle barbatelle di fiano e cosi’ Gianpaolo ha dovuto confrontarsi con questo grande, grandissimo vitigno. Devo dire che mi ha dato l’impressione di esserne rimasto molto molto contento.
(Vedi scheda in .pdf)
Per chiudere, un nota sul sito internet aziendale: facile da navigare e ricco di notizie, con ben due blog di cui uno i lingua inglese, rende facile reperire tutto cio’ che serve sia a chi il vino lo vuole solo bere, sia a chi come me il vino vuole anche venderlo e quindi necessita di schede tecniche aggiornate, foto delle bottiglie, notizie approfondite sull’azienda, sui vini e sulle varie partecipazioni a concorsi, degustazioni ed altro.
Bravo Gianpaolo.
P.S. In questo primo ordine Gianpaolo e’ stato cosi’ gentile da regalarmi una splendida magnum di Capatosta annata 2006. Per ringraziarlo del gesto vorrei invitare voi amici a degustarla insieme a me.
Chi vuol partecipare?










