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Se alle cinque e mezzo del mattino squilla il telefonino
e tu sei entrato nel tuo lettino alle tre (sempre del mattino) dopo una cena con 5 vini ed una grappa finale a ben 47% vol., vi posso assicurare che non è bello.
Soprattutto se hai promesso ad i tuoi amici che
… 5.20, massimo 5.25 sono da voi, tanto il traghetto parte alle 5.50, abbiamo il tempo anche per prendere un caffè insieme…
Ma ricominciamo dall’inizio.
Venerdì sera si è svolto il secondo appuntamento del ciclo “i 5 vini“, ospiti dell’incontro l’enologo dell’azienda Cantine Astroni Gerardo Vernazzaro e il Direttore Vendite della stessa Pellegrino (Nino) Marchese.

Salvatore, Renato, Gerardo, Io (con pancia a scacchiera), Nino (seduto)
Come già la volta scorsa, il successo della serata è stato formidabile, ma non è di ciò che volevo parlare. Questa azienda sta vivendo un momento di enorme successo e Nino e Gerardo come delle trottole passano da una degustazione ad una presentazione, da visite guidate alla cantina a trasferte estere più o meno lunghe.
Quando ieri pomeriggio sono arrivati qui a Procida, la prima cosa hanno fatto dopo avermi salutato è stato di informarsi sugli orari dei traghetti per la partenza dell’indomani mattina.
Dopo averglieli elencati, hanno deciso per la partenza delle 5.50 (si, proprio le seimenodieci del mattino) in quanto avevano un inderogabile appuntamento alle sette del mattino in azienda. A questo punto li ho tranquillizzati e ho promesso loro che li avrei accompagnati io consigliandogli di mettere (come avrei fatto anch’io) la sveglia alle 5.00 in modo da poter procedere con tutta calma all’imbarco.
La serata è terminata verso l’una e, come già la volta scorsa, mi sono intrattenuto ancora un poco a chiaccherare con Renato e suo fratello maggiore Franco, che non vedevo da tempo.
Tra una chiacchera ed un grappino¹, un altro grappino ed un’altra chiacchera, si son fatte le due e mezzo passate e a questo punto, abbandonati i due fratelli al loro destino, ho preso la direzione di casa. Arrivato, ho diligentemente impostato la sveglia alle ore 5.00 e mi sono infilato finalmente nel mio letto (nel poco spazio lasciatomi libero da mia moglie e mio figlio).
Ed è a questo punto che il grado alcolico della serata mi ha fregato: infatti ho regolato la sveglia, ma non l’ho attivata.
Così, come indicato dal titolo, alle 5.33 del mattino:
driinn … DRIIINNN … DRIIIINNNN … DRIIIIINNNNN …
M. Si?? … Nino … cosa?? …
N. Michele … noi siamo pronti …
M. Ah!! … Sì … Sì Nino, sto arrivando.
Ho stabilito il mio nuovo record personale in termini di recupero psicologico, vestizione, guida su di un percorso di circa otto Km riuscendo contemporaneamente anche a tranquillizzare i due con un:
M. Tranquilli, abbiamo tutto il tempo (ore 5.43 – Marina Chiaiolella).
Comunque alle 5.48, arrivati appena in tempo al porto di Marina Grande con il traghetto in fase di partenza, i due, mentre i portellone si sollevava, con un agile balzo sono saliti a bordo salutandomi con la manina.
Così ha termine questo secondo appuntamento con me che mezzo inebetito mi dirigo al vicino Bar Grottino dove il mio amico Marco si soccorre con un bicappuccino² ed una Lingua di Bue³ calda.
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[¹] Grappa invecchiata di Piedirosso Cantine Astroni, 47% vol.
[²] Cappuccino composto con due caffè.
[³] Fragrante dolce procidano tipico composto da una leggera pasta sfoglia farcita con crema pasticcera o crema al limone e leggermente caramellato in superficie.
4 amici ed un bebè (lo Strione)
Finalmente ci sono riuscito, ho assaggiato lo Strione.
Dopo la (mancata) degustazione del 25 novembre, sono rimasto d’accordo con Gerardo che avrei organizzato per oggi insieme ad alcuni amici un veloce “fuori porta” in cantina da lui.

Io, Gerardo, Renato con in braccio Strione, Vincenzo.
Ho corso nuovamente il rischio di non andare a causa questa volta delle previste condizioni meteomarine avverse, fortunatamente ci sono riuscito e con me sono venuti Renato e Vincenzo. L’accoglienza, come al solito calorosa, è stata allietata dall’agognata (per me) degustazione dello Strione.
Devo dire che ne è valsa la pena di aspettare, è un prodotto veramente interessante.
La fermentazione a contatto con le bucce gli ha conferito un colore ed un profumo molto particolari e la mano di Gerardo nell’uso del legno è stata particolarmente vellutata, riuscendo ad esaltare alcune delle caratteristiche di questo vitigno, senza però snaturarne il suo essere falanghina campi flegrei mandando in cantina il rischio di un’omologazione del gusto che spesso si coglie nei bianchi che fanno legno e/o barrique.
Credo proprio che venerdì 14 dicembre faremo faville.
i 5 vini: il 14 dicembre appuntamento con Gerardo Vernazzaro di Cantine Astroni
Venerdì 14 dicembre si svolgerà sull’isola di Procida, presso l’Hotel Ristorante Crescenzo, la seconda serata del ciclo “i 5 vini“.
Questa volta l’appuntamento è con Gerardo Vernazzaro enologo di Cantine degli Astroni che, quello stesso giorno, interverrà anche come ospite/relatore dell’ultimo appuntamento del Corso teorico “Il vino e la ristorazione” organizzato dall’Ascom Confcommercio Isola di Procida.
Vi ricordo infine che, come al solito, i posti disponibili sono solo 40 e che il costo della serata è di 25€ a testa.
Menù
Frittura di cicinielli e
Astro Falanghina Brut
Carpaccio di pesce spada al pepe rosso e
Falanghina dei Campi Flegrei
Spaghetti alici e peperoncini verdi e
Strione
Zucchine ripiene e
Lacryma Christi del Vesuvio rosato
Coniglio alla procidana e
Piedirosso (Per’ e Palummo) Campi Flegrei
I croccantini de La Provenzale e
Grappa di Piedirosso invecchiata
Come avrete notato, questa volta ai 5 vini si è aggiunta anche una grappa di ben 47% vol. alcolico.
Vi aspetto e … speriamo bene.
Finalmente Strione
Oggi ho avuto conferma dall’amico Gerardo Vernazzaro che per il secondo appuntamento de “i 5 vini” potremo mettere in menù lo Strione.
Poichè, come già sapete, domenica non ho partecipato alla presentazione di questo vino, vi allego un articolo scritto da chi invece è stato più previdente di me.
Dal sito di Luciano Pignataro – articolo di Monica Piscitelli
Numero 1117.
Quella che ho davanti è una delle 5750 bottiglie frutto del lavoro di studio e sperimentazione, di fatica, del giovane e simpatico enologo di Cantine degli Astroni. Poche e sudate.
Ultimo, in ordine cronologico, di quattro generazioni di vignaioli, Gerardo Vernazzaro ce ne ha fatto omaggio a conclusione dell’incontro che ha visto un gruppo di giornalisti, fra i quali Luciano Pignataro e rappresentanti dell’Ais della Campania, nella sua azienda domenica scorsa, in una giornata che minacciava pioggia e che è trascorsa nell’atmosfera rilassata del fuoriporta, ad un passo dalla congestione della città.
Di fronte a noi, Napoli, la problematica signora che si specchia eternamente spiata dal Vesuvio; e di qua, noi, affacciati al muro di recinzione dal quale un Carlo di Borbone a cavallo decise di far suo Astroni, pagandolo a caro prezzo, per farne la propria riserva di caccia. Un Eden dall’aspetto primordiale che conserva ancora oggi alcuni esemplari di farnie estinte altrove da un pezzo.
Con lo sguardo sulla sua vigna a picco sul sottostante cratere, con il suo giardino monumentale, come lo ha definito il direttore della Riserva Giuseppe Pugliese, Vernazzaro ha raccontato gli aneddoti e la storia che hanno portato allo Strione: dai suoi studi all’Università di Udine con il professor Roberto Zironi, presente all’iniziativa, all’intuizione di vinificare lasciando macerare le bucce della sua falanghina; al nome, infine, legato alla versione dialettale del nome del vulcano o alle leggende popolari che volevano in fondo al cratere si svolgessero riti magici d opera di stregoni. «‘E Striun», appunto.
Abbarbicata sulla cresta del vulcano estintosi 3800 anni fa, dopo aver sputato fuoco e fiamme per decine di migliaia di anni, l’azienda della famiglia Varchetta, fa vino dal 1890. C’è Piedirosso, Aglianico, Fiano, Greco, ma c’è soprattutto Falanghina. Un 80 per cento.
E di Falanghina flegrea in purezza, interpretata in modo nuovo, o meglio applicando le nuove tecnologie alle vecchie ricette del nonno, don Giovanni, è anche Strione. L’annata 2006 è la prima che entrerà in commercio a coronamento del lavoro degli ultimi quattro – cinque anni nei quali, incrementando progressivamente la durata della permanenza delle bucce, si è giunti a sostenerla per tutta la fermentazione, giocando su tempi e temperature.
Il risultato è una falanghina dal colore ipnotizzante: di un giallo oro estremamente luminoso, che si muove lentamente nel bicchiere evidenziano una buona complessità. Al naso propone una marcata florealità e qualche nota minerale, caratteristica che, in bocca, si fa prevalente rievocando la caratteristica vulcanica del suolo di provenienza e la tipicità rispetto al vitigno.
Un lieve tannino, dovuto al passaggio in tonneaux di cinque anni, che conferisce anche un’elegante e discreta nota vanigliata, insieme a una buona acidità, fanno pensare che lo Strione tra qualche mese si esprimerà ancora con accresciuta eleganza, stemperando le note che si presentano meno morbide al momento, ma che bene si possono smorzare con il giusto abbinamento al cibo.
Un pò come hanno fatto lo chef della azienda Antonio Cuccurullo e Francesco di Domenico del Mood di Napoli, che insieme hanno lavorato al menù studiato per la presentazione del vino. Personalmente penso a pasta con le zucchine o la zucca, a piatti di mare in bianco come un’orata o a una trota, un pò più grasse, accompagnate da purè; a una carne bianca o rossa di un animale giovane, o, infine, alla mozzarella del Salernitano.
Corsi gratuiti di avvicinamento al vino da AscomProcida
Dal blog di AscomProcida
Nell’ambito del progetto di formazione degli operatori del settore ricettivo-turistico dell’isola di Procida, l’Ascom Confcommercio Isola di Procida organizza due corsi di formazione gratuiti da svolgere nei mesi di Dicembre 2007 e Gennaio 2008 secondo i seguenti programmi:
Corso teorico: “Il vino e la ristorazione”
Martedì 11/12/2007
- Il vino antico quanto la madre terra;
- La suddivisione delle bevande.
Mercoledì 12/12/2007
- La vinificazione in Bianco;
- La vinificazione in Rosso;
- La vinificazione in Rosato;
- Abbinamento enogastronomico.
Giovedì 13/12/2007
- Il servizio del vino;
- Cenni enologici sui vini Campani.
Venerdì 14/12/2007
- Intervento del Cav. Giuseppe di Napoli Gran Maestro della Ristorazione;
- Intervento dell’enologo Gerardo Vernazzaro di Cantine degli Astroni.
Corso di tecnica ed esercitazione pratica di sala e gestione del vino
Martedì 15/01/2008
- L’importanza della brigata;
- Mise en place base del ristorante;
- Mise en place articolata.
Mercoledì 16/01/2008
- Stili di servizio, vantaggi e svantaggi degli stili di servizio;
- Gestione delle comande e buoni di scarico;
- Il servizio e taglio della frutta.
Giovedì 17/01/2008
- Il servizio del vino;
- Abbinamenti enogastronomici;
- Preparazioni e allestimenti di Buffet.
Venerdì 18/01/2008
- Intervento del Cav. Giuseppe di Napoli Gran Maestro della Ristorazione;
- Intervento dell’enologo Roberto Di Meo dell’Azienda Agricola Di Meo.
I corsi saranno tenuti dal Prof. Salvatore Trapanese, Docente di Tecnica ed Esercitazione Pratica Operativa di Sala-Bar, e socio istruttore dell’associazione A.M.I.R.A. (Associazione Maitre Italiana Ristoranti e Alberghi) della sezione di Napoli.
Le lezioni si svolgeranno dalle 16:00 alle 19:00 dei giorni di corso indicati.
I corsi sono gratuiti fatto salvo un contributo di segreteria di €.30,00 cadauno.
Per partecipare ad uno od ambedue i corsi bisogna compilare in tutte le sue parti il modulo allegato e consegnarlo entro il giorno prima dell’inizio dei corsi presso la nostra segreteria sita in via Roma, 52 c/o Tabaccheria Ambrosino.
Lo Strione di Cantine Astroni
Sono stato invitato domattina alla presentazione in anteprima di un nuovo vino di Cantine degli Astroni: lo Strione.
Non conoscete ancora questa cantina? Allora ecco a voi un bel video di presentazione.
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Presentazione della cantina
Dal sito di Luciano Pignataro:
Lo Strione è una Falanghina particolare nel ricco e affascinante panorama vitivinicolo flegreo: le uve dopo la diraspatura sono state pigiate leggermente e lasciate con le bucce durante la fermentazione la cui temperatura è oscillata dai 12 ai 16 gradi. A metà del processo sono stati tolti 10 ettolitri di mosto senza buccia e travasati in due tonneaux da 5 ettolitri. Terminata la fermentazione le due masse sono state unificate e affinate in vasche d’acciaio per sette mesi, da novembre a maggio.
Imbottigliata a giugno, entra in commercio a dicembre, oltre un anno dopo la vendemmia.
L’obiettivo dell’enologo Gerardo Vernazzaro è quello di qualificare ulteriormente la Falanghina dei Campi Flegrei esplorandone tutte le potenzialità.
Al mio ritorno vi renderò partecipi delle mie impressioni.









