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Le foto della serata con Cantine Rallo

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Il caro Giuseppe Pistone di Cantine Rallo ci ha fatto un gradito regalo: al termine della serata ha tirato fuori delle bottiglie di Marsala Vergine Soleras Riserva 20 anni di invecchiamento da accompagnare ai cioccolattini dell’Antica Dolceria modicana Bonajuto.

Io insieme a Giuseppe Pistone

Comunque, appena avrò nuovamente il collegamento ADSL in ufficio (manca dal 1° marzo), vi farò un resoconto dettagliato della serata e dei vini degustati.

Nel frattempo, ecco il link alle foto e quello allo Slideshow.

A questo indirizzo, trovate le foto di tutte le serate fatte fino ad ora.

A presto!!

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Martedì, 20 Maggio 2008 alle 14:56

Cantine Rallo: venerdì 16 maggio a Procida da Crescenzo

con 2 commenti

L’ultimo appuntamento de “i 5 vini” prima della stagione estiva è con Giuseppe Pistone, direttore vendite della Cantine Rallo di Marsala.

Di seguito annoto alcuni brevi cenni della storia di questa azienda.

La Cantina Rallo è ancora oggi, dopo 145 anni, sul mare. Le cantine di allora a Marsala erano quasi dei fortilizi, dei bastioni. Dalle alte mura d’un ocra pallido che si arrossa al tramonto del sole dietro l’isola di Levanzo sbucavano le bocche da fuoco per scoraggiare le scorrerie di briganti di mare, pirati barbareschi e invasioni indesiderate. Quelle stesse mura si aprono ancora oggi a ricevere quintali di uva bionda e nera per diventare vino, quel vino che qui è di casa da tremila anni.

Rallo Aquamadre Grillo vendemmia tardiva

Oggi il Direttore Andrea Vesco dirige l’azienda della sua famiglia, all’ombra della ciminiera di mattoni rossi, quella del forno delle “mistelle”, di quel mosto sapientemente tratto a creare il Marsala Rallo, ufficialmente sulle tavole di Casa Savoia dal 1942. La ciminiera non si usa più, ma resta un inconfondibile segno, un punto notevole della costa, a segnalare alle navi di passaggio che qui, su questa spiagge, si è fatta la storia economica della Sicilia dell’800.

Rallo Grillo

Andrea, che oggi abita nel Baglio godendo della vista del mare orlato all’orizzonte da Favignana e Lèvanzo e dalle esplosioni di schiuma sullo Scoglio delle Formiche nei giorni di maestrale, non deve più scrutare l’orizzonte in attesa delle navi da carico, come faceva il fondatore Diego Rallo. Giovane ufficiale imbarcato sulla flotta Ingham prima e Florio dopo, Diego decise di mettersi in proprio dopo aver sposato la Sig.na Tumbarello, di prospera famiglia di agricoltori, anticipando così di un secolo quel raccordo di filiera che oggi viene spacciato come grande invenzione manageriale. Imprenditore veloce quel Diego, fondò la sua impresa proprio nel 1860, anno che vide i garibaldini sbarcare sulla spiaggia davanti alle cantine, con le fregate inglesi a proteggerli e a dissuadere i produttori di vino a sparare contro quella banda di “briganti cenciosi” come avrebbe voluto il Re Borbonico. Anche allora fu il commercio a fare la storia

Rallo Frappato

Ancora oggi le alte sale del baglio ospitano le enormi botti del vino, quelle che allora si svuotavano dentro i barili caricati sulle navi attraccate al molo di fronte, un molo piccolo in mare aperto, per navi piccole, a vela, che caricavano e poi partivano subito, giusto il tempo di un bicchiere di vino, e che oggi stanno accanto a botti più piccole, francesi, le barriques, che si svuotano in scintillanti bottiglie che fanno bella mostra del marchio aziendale, Rallo come allora. Oggi Andrea dirige insieme allo zio Francesco tutta l’attività aziendale, coordinando le professionalità che sono state inserite nel gruppo dal 1996, anno in cui la sua famiglia ha acquisito l’attività, riportandola nelle acque sicure di una struttura economico patrimoniale solida e profondendo ogni sforzo per rifare di Cantine Rallo Spa quel sinonimo di prodotti di pregio che la storia dell’azienda aveva visto declinare dopo gli anni ‘50.

Nero d\'Avola Alcamo

Oggi, proprio come allora, la famiglia Vesco ha ottimizzato i suoi investimenti agricoli in Alcamo, con un vigneto di 50 ettari coltivato a catarratto, inzolia, merlot e cabernet, raccordando il più possibile la filiera, proprio come fece cent’anni prima Diego ottimizzando così la scelta imprenditoriale, dal grande senso umano, del fare vino partendo dal vigneto, dal proprio vigneto. Non si sa se Andrea pensa di più al vigneto o alla cantina, se passa più ore tra i filari o a discutere con i suoi enologi di questioni tecnico produttive, ma è certo che il suo obiettivo è quello di realizzare all’interno dei suoi vini quella autentica passione razionale che lo sollecita nel suo lavoro quotidiano.

Rallo Passito di Pantelleria

Cantine Rallo Spa è oggi un’azienda modernamente attrezzata e organizzata che si prefigge di coprire un ruolo dinamico all’interno del variegato scenario concorrenziale siciliano, focalizzandosi sui vini a Doc della Sicilia occidentale, Alcamo, Marsala e Pantelleria soprattutto, e diffondendo la calda passionalità dei vini di questa parte dell’isola sul maggior numero di mercati possibile, espandendo l’attività con tutte le moderne tecniche commerciali, tecniche che non fanno il vino, ma lo fanno conoscere.

I vini che avete visto comparire lungo il testo sono quelli che degusteremo durante la serata.

Come al solito vi aspetto presso l’Hotel Ristorante Crescenzo alla Marina Chiaiolella di Procida.

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Martedì, 6 Maggio 2008 alle 00:44

Finalmente, ecco le foto insieme a Stefano Bernetti di Umani Ronchi

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Dovete scusarmi, ho avuto un da fare in questi ultimi due giorni, inoltre ho ancora problemi con la linea ADSL in ufficio il che mi costringe a lavorare in orari in cui sarebbe più piacevole fare qualche altra cosa.

Ma bando alle ciance, ecco l’indirizzo delle foto e quello dello slideshow della serata.

Io e Stefano Bernetti

Io e Stefano Bernetti

La simpatia e la competenza del Dott. Stefano Bernetti hanno affascinato la platea, dimostratasi attenta ed interessata, partecipando attivamente alla discussione in particolare modo sul Fonte del Re e sulla scelta aziendale di adottare per questo prodotto il tappo a vite.

Una citazione in particolare per il Pecorino Vellodoro, vino qui presentato per la prima volta al pubblico dal Dott. Bernetti dopo l’anteprima nazionale avvenuta durante il Vinitaly (4-7 aprile 2008).

Infine vorrei segnalarvi che dal 26 al 28 maggio 2008, si svolgerà presso la Mostra d’Oltremare di Napoli la manifestazione Vitigno Italia dove avremo la possibilità di incontrare nuovamente sia il Dott. Bernetti sia gli altri personaggi che abbiamo avuto modo di conoscere durante queste serate:

P.S. Mi sapreste dare un consiglio su cosa fare all’una della notte invece di stare davanti ad una stupida tastiera?

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Martedì, 22 Aprile 2008 alle 00:51

A cena con Umani Ronchi: quali vini degusteremo venerdì 18 aprile?

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Per il ciclo “i 5 vini“, venerdì 18 aprile avremo l’onore di ospitare il dott. Stefano Bernetti, contitolare dell’azienda marchigiana Umani Ronchi con sede ad Osimo (AN).

Sul suo sito internet, esemplare per pulizia e chiarezza, è possibile approfondirne la storia, conoscerne i vini ed essere informati su tutte le ultime novità.

Scopriamo adesso i vini che degusteremo durante la serata:

Fortunae Bianchello del Metauro DOC

Il nome Fortunae deriva da Fanum Fortunae l’antico toponimo della città di Fano, posta al centro dell’area di produzione vinicola del Bianchello del Metauro. Il Bianchello, affermatosi come vino di successo, è ampiamente coltivato nella zona settentrionale delle Marche fin da tempi piuttosto remoti, tanto da divenire uno dei vitigni bianchi autoctoni per eccellenza di questa Regione. Vinificato in purezza, il Fortunae rappresenta l’interpretazione di un vitigno che trova nell’ottima bevibilità la sua massima espressione. Risalta al gusto con profumi freschi e leggeri di frutta bianca e un piacevole finale ammandorlato.

Scarica la scheda del Fortunae in .pdf

Vellodoro Terre di Chieti Pecorino IGT

L’origine del nome dell’uva Pecorino, ricordata anche come “uva delle pecore“, deriva dallo stretto rapporto esistente tra pastorizia e agricoltura e risale proprio alla presenza di tale vitigno nelle zone di transumanza dei pastori. In passato veniva utilizzato come miglioratore di uvaggi, in virtù della concentrazione di profumi, della buona dotazione alcolica e della ancora più importante componente acida, che è la primaria caratteristica del Pecorino. A causa della scarsa produttività, la coltivazione del Pecorino era quasi scomparsa, e venivano preferiti vitigni meno qualitativi ma molto più fruttiferi. Il Progetto Pecorino inizia nel 2005 e rappresenta il nuovo fronte di Umani Ronchi nella riscoperta e valorizzazione dei vitigni Autoctoni Adriatici, oltre che un rafforzamento della presenza dell’azienda nella regione Abruzzese.

Scarica la scheda del Vellodoro in .pdf

Fonte del Re Lacrima di Morro d’Alba DOC

Fonte del Re è un toponimo che indica il luogo dove sgorgava un’antica fonte nei pressi di Morro d’Alba, il paese sulle colline marchigiane che dal 1985 dà anche il nome alla Doc. Il Lacrima, così chiamato dalla caratteristica goccia che lacrima dal grappolo quando l’uva è giunta alla sua piena maturazione, era un vitigno conosciuto da tempi remoti. Salvato dall’estinzione, viene attualmente coltivato in una piccolissima area di produzione intorno a Morro d’Alba (AN), a circa 15 Km dal mare Adriatico.

Scarica la scheda del Fonte del Re in .pdf

Pelago Marche rosso IGT

Il Pelago è entrato nella lista dei vini italiani più ricercati del mondo da quando conquistò, nel 1997, al primo anno di produzione, il massimo Trofeo all’International Wine Challenge di Londra. Frutto dell’intuizione del gruppo tecnico interno all’azienda, che decise di abbinare al Montepulciano il Cabernet Sauvignon, è un vino che mantiene lo stile e la personalità delle uve autoctone, amplificandone il profilo aromatico e la complessità con quelle bordolesi. Per conservare un elevato standard di qualità, l’azienda ha scelto di produrlo esclusivamente in quelle annate che hanno fornito uve idonee ad un vino di grande pregio. Il nome Pelago, derivando dalla radice di pelagos, appunto mare in greco antico, suggerisce il suo carattere marino e le peculiarità organolettiche tipiche dei vini prodotti nei pressi delle coste.

Scarica la scheda del Pelago in .pdf

Maximo Marche bianco IGT

Il Maximo è un vino certamente unico nel panorama enologico delle Marche, essendo prodotto grazie a condizioni climatiche che si possono definire a loro volta uniche. Viene creato nella parte più alta della tenuta di Villa Bianchi dove, grazie alle particolarissime condizioni climatiche determinate dall’alternanza tra elevata umidità e ventilazione più asciutta, a temperature piuttosto basse, le uve Sauvignon Blanc vengono intaccate da Botrytis Cinerea nella sua forma più nobile, regalando a questo vino sapori e profumi incredibilmente complessi e rari.

Scarica la scheda del Maximo in .pdf

A presto!

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Lunedì, 7 Aprile 2008 alle 20:00