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Meet Roberto di Meo: ecco il menù
Come promesso ieri, eccovi il menù della serata di venerdì 19 dicembre 2008.
Dalle 19.30 saremo nella sala bar dell’Hotel Ristorante Crescenzo dove chi di voi non potrà trattenersi per la cena avrà comunque la possibilità i conoscere Roberto. Vi offriremo un’ottima Coda di Volpe con degli stuzzichini.

L’appuntamento è alle 21.00 quando avrà inizio la cena vera e propria, per la quale vi prego di prenotare in quanto i posti sono limitati. Il costo è di €.35,00 a persona.
Menù
Croûte brisè con zucca, patate e mazzancolle
e
Greco di Tufo 2007

Agnolotti di ricotta e carciofi con coniglio di fossa
e
Aglianico Campania 2005

Bocconcini di vitello con pancetta tesa e scamorza accompagnati da un cestino di funghi
e
Taurasi Riserva 2001

Millefoglie croccante alle creme di cioccolato
e
Ratafià di Nonna Erminia

Vi ricordo infine di seguire il nostro gruppo MwM su Facebook per aggiornamenti e/o suggerimenti.
Tre Pietre Aglianico Sannio DOC 2002 di Corte Normanna, un vino con le spalle larghe
Venerdì sera, era circa mezzanotte, poco prima dell’uscita del Tre Pietre ai tavoli della cena-degustazione uno dei partecipanti, interrompendo la descrizione di questo vino da parte di Alfredo, chiedeva cosa indicasse la frase “vino strutturato“.
Alfredo, da produttore appassionato e tecnico del settore, ha subito illustrato le differenze che ci possono essere tra i vari vini al variare dell’acidità, grado alcolico, estratto secco, etc. etc.
Io, da consumatore ed assaggiatore appassionato, vi dico che il Tre Pietre è un vino di grande struttura, da accompagnare con dei piatti altrettanto strutturati, altrimenti rischiate di farvi destrutturare del tutto, in particolar modo se esso giunge come quarto vino e nello stomaco avete messo ben poco (oltre ai vini) a causa della tensione della serata… opps, sto parlando di mere vicende personali…
Scherzi a parte, il Tre Pietre dimostra ancora una volta come l’aglianico, gestito e trattato con cura, sia un uva ad alto potenziale, capace di regalare vini potenti, “strutturati” e con le spalle… larghe.
Un’ultima curiosità, “Tre Pietre” è il nome di una frazione del Comune di Guardia Sanframondi dove è ubicata la vigna che produce l’aglianico destinato a trasformarsi in questo fantastico vino.
Aglianico Sannio DOC 2004 di Corte Normanna
L’aglianico “base” dei fratelli Falluto è un vino potente e caldo, ammorbidito da tre mesi di affinamento in botti di rovere francese. Il biotipo di uva qui utilizzato è quello dell’aglianico amaro. Devo dire che questo nome mal si concilia con il prodotto che si ritrova poi in bottiglia: quando quindici venti venticinque quasi trenta anni fa sentì per la prima volta mio nonno pronunciare questo nome
“… aglianico amaro …”
rimasi interdetto e spaventato, a me piaceva l’uva perchè era DOLCE, non la volevo proprio quella amara!
Più tardi però quando provai un sorso del mosto ottenuto dai grappoli che avevo diligentemente pigiato con i piedi nella apposita “mezza tina“, cambiai idea, era molto dolce!
Mio nonno e mio padre, durante la mia infanzia, mi fecero ripetere quel rito per parecchie vendemmie utilizzando, in genere, sempre l’aglianico amaro in quanto la maturazione di quest’uva avveniva più tardi rispetto a quelle altre utilizzate per la vendemmia “seria“.
Poi, a natale, compariva sempre sulla tavola una bottiglia del quel vino prodotto con i miei piedi; sono passati troppi anni, non ricordo certo umori e valutazioni, ma di sicuro vi era molta indulgenza.
Sono altrettanto certo invece che, senza alcuna indulgenza, questo aglianico sarebbe il protagonista indiscusso delle mie serate sotto l’albero.









