Posts Tagged ‘5 vini’
Video della serata a Procida con Stefano Bernetti di Umani Ronchi
Lo so, dal 18 aprile ad oggi ne è passata di acqua sotto i ponti, ma come ben sapete, sono stato oltre tre mesi senza collegamento ADSL in ufficio, e quindi ho avuto difficoltà a caricare online questi due video.
Li abbiamo registrati in occasione dell’appuntamento de “i 5 vini” dedicato all’azienda Umani Ronchi e testimoniano due interventi del Dott. Stefano Bernetti sui vini della propria azienda.
Stefano Bernetti ci parla della Lacrima di Morro d’Alba
-
Qui ci parla del Maximo
Vi chiedo scusa per la mano poco ferma del nostro operatore, ma trascinato dagli amici, anche lui in quell’occasione ha alzato un troppo il gomito.
Volevo ringraziare infine il dott. Bernetti per la sua simpatia e per i suoi numerosi interventi che hanno reso la serata una delle più piacevoli e meglio riuscite del fino ad ora.
Le foto della serata con Cantine Rallo
Il caro Giuseppe Pistone di Cantine Rallo ci ha fatto un gradito regalo: al termine della serata ha tirato fuori delle bottiglie di Marsala Vergine Soleras Riserva 20 anni di invecchiamento da accompagnare ai cioccolattini dell’Antica Dolceria modicana Bonajuto.
Comunque, appena avrò nuovamente il collegamento ADSL in ufficio (manca dal 1° marzo), vi farò un resoconto dettagliato della serata e dei vini degustati.
Nel frattempo, ecco il link alle foto e quello allo Slideshow.
A questo indirizzo, trovate le foto di tutte le serate fatte fino ad ora.
Cantine Rallo: venerdì 16 maggio a Procida da Crescenzo
L’ultimo appuntamento de “i 5 vini” prima della stagione estiva è con Giuseppe Pistone, direttore vendite della Cantine Rallo di Marsala.
Di seguito annoto alcuni brevi cenni della storia di questa azienda.
La Cantina Rallo è ancora oggi, dopo 145 anni, sul mare. Le cantine di allora a Marsala erano quasi dei fortilizi, dei bastioni. Dalle alte mura d’un ocra pallido che si arrossa al tramonto del sole dietro l’isola di Levanzo sbucavano le bocche da fuoco per scoraggiare le scorrerie di briganti di mare, pirati barbareschi e invasioni indesiderate. Quelle stesse mura si aprono ancora oggi a ricevere quintali di uva bionda e nera per diventare vino, quel vino che qui è di casa da tremila anni.

Oggi il Direttore Andrea Vesco dirige l’azienda della sua famiglia, all’ombra della ciminiera di mattoni rossi, quella del forno delle “mistelle”, di quel mosto sapientemente tratto a creare il Marsala Rallo, ufficialmente sulle tavole di Casa Savoia dal 1942. La ciminiera non si usa più, ma resta un inconfondibile segno, un punto notevole della costa, a segnalare alle navi di passaggio che qui, su questa spiagge, si è fatta la storia economica della Sicilia dell’800.

Andrea, che oggi abita nel Baglio godendo della vista del mare orlato all’orizzonte da Favignana e Lèvanzo e dalle esplosioni di schiuma sullo Scoglio delle Formiche nei giorni di maestrale, non deve più scrutare l’orizzonte in attesa delle navi da carico, come faceva il fondatore Diego Rallo. Giovane ufficiale imbarcato sulla flotta Ingham prima e Florio dopo, Diego decise di mettersi in proprio dopo aver sposato la Sig.na Tumbarello, di prospera famiglia di agricoltori, anticipando così di un secolo quel raccordo di filiera che oggi viene spacciato come grande invenzione manageriale. Imprenditore veloce quel Diego, fondò la sua impresa proprio nel 1860, anno che vide i garibaldini sbarcare sulla spiaggia davanti alle cantine, con le fregate inglesi a proteggerli e a dissuadere i produttori di vino a sparare contro quella banda di “briganti cenciosi” come avrebbe voluto il Re Borbonico. Anche allora fu il commercio a fare la storia

Ancora oggi le alte sale del baglio ospitano le enormi botti del vino, quelle che allora si svuotavano dentro i barili caricati sulle navi attraccate al molo di fronte, un molo piccolo in mare aperto, per navi piccole, a vela, che caricavano e poi partivano subito, giusto il tempo di un bicchiere di vino, e che oggi stanno accanto a botti più piccole, francesi, le barriques, che si svuotano in scintillanti bottiglie che fanno bella mostra del marchio aziendale, Rallo come allora. Oggi Andrea dirige insieme allo zio Francesco tutta l’attività aziendale, coordinando le professionalità che sono state inserite nel gruppo dal 1996, anno in cui la sua famiglia ha acquisito l’attività, riportandola nelle acque sicure di una struttura economico patrimoniale solida e profondendo ogni sforzo per rifare di Cantine Rallo Spa quel sinonimo di prodotti di pregio che la storia dell’azienda aveva visto declinare dopo gli anni ‘50.

Oggi, proprio come allora, la famiglia Vesco ha ottimizzato i suoi investimenti agricoli in Alcamo, con un vigneto di 50 ettari coltivato a catarratto, inzolia, merlot e cabernet, raccordando il più possibile la filiera, proprio come fece cent’anni prima Diego ottimizzando così la scelta imprenditoriale, dal grande senso umano, del fare vino partendo dal vigneto, dal proprio vigneto. Non si sa se Andrea pensa di più al vigneto o alla cantina, se passa più ore tra i filari o a discutere con i suoi enologi di questioni tecnico produttive, ma è certo che il suo obiettivo è quello di realizzare all’interno dei suoi vini quella autentica passione razionale che lo sollecita nel suo lavoro quotidiano.

Cantine Rallo Spa è oggi un’azienda modernamente attrezzata e organizzata che si prefigge di coprire un ruolo dinamico all’interno del variegato scenario concorrenziale siciliano, focalizzandosi sui vini a Doc della Sicilia occidentale, Alcamo, Marsala e Pantelleria soprattutto, e diffondendo la calda passionalità dei vini di questa parte dell’isola sul maggior numero di mercati possibile, espandendo l’attività con tutte le moderne tecniche commerciali, tecniche che non fanno il vino, ma lo fanno conoscere.
I vini che avete visto comparire lungo il testo sono quelli che degusteremo durante la serata.
Come al solito vi aspetto presso l’Hotel Ristorante Crescenzo alla Marina Chiaiolella di Procida.
A cena con Umani Ronchi: quali vini degusteremo venerdì 18 aprile?
Per il ciclo “i 5 vini“, venerdì 18 aprile avremo l’onore di ospitare il dott. Stefano Bernetti, contitolare dell’azienda marchigiana Umani Ronchi con sede ad Osimo (AN).
Sul suo sito internet, esemplare per pulizia e chiarezza, è possibile approfondirne la storia, conoscerne i vini ed essere informati su tutte le ultime novità.
Scopriamo adesso i vini che degusteremo durante la serata:

Fortunae Bianchello del Metauro DOC
Il nome Fortunae deriva da Fanum Fortunae l’antico toponimo della città di Fano, posta al centro dell’area di produzione vinicola del Bianchello del Metauro. Il Bianchello, affermatosi come vino di successo, è ampiamente coltivato nella zona settentrionale delle Marche fin da tempi piuttosto remoti, tanto da divenire uno dei vitigni bianchi autoctoni per eccellenza di questa Regione. Vinificato in purezza, il Fortunae rappresenta l’interpretazione di un vitigno che trova nell’ottima bevibilità la sua massima espressione. Risalta al gusto con profumi freschi e leggeri di frutta bianca e un piacevole finale ammandorlato.
Scarica la scheda del Fortunae in .pdf
Vellodoro Terre di Chieti Pecorino IGT
L’origine del nome dell’uva Pecorino, ricordata anche come “uva delle pecore“, deriva dallo stretto rapporto esistente tra pastorizia e agricoltura e risale proprio alla presenza di tale vitigno nelle zone di transumanza dei pastori. In passato veniva utilizzato come miglioratore di uvaggi, in virtù della concentrazione di profumi, della buona dotazione alcolica e della ancora più importante componente acida, che è la primaria caratteristica del Pecorino. A causa della scarsa produttività, la coltivazione del Pecorino era quasi scomparsa, e venivano preferiti vitigni meno qualitativi ma molto più fruttiferi. Il Progetto Pecorino inizia nel 2005 e rappresenta il nuovo fronte di Umani Ronchi nella riscoperta e valorizzazione dei vitigni Autoctoni Adriatici, oltre che un rafforzamento della presenza dell’azienda nella regione Abruzzese.
Scarica la scheda del Vellodoro in .pdf

Fonte del Re Lacrima di Morro d’Alba DOC
Fonte del Re è un toponimo che indica il luogo dove sgorgava un’antica fonte nei pressi di Morro d’Alba, il paese sulle colline marchigiane che dal 1985 dà anche il nome alla Doc. Il Lacrima, così chiamato dalla caratteristica goccia che lacrima dal grappolo quando l’uva è giunta alla sua piena maturazione, era un vitigno conosciuto da tempi remoti. Salvato dall’estinzione, viene attualmente coltivato in una piccolissima area di produzione intorno a Morro d’Alba (AN), a circa 15 Km dal mare Adriatico.
Scarica la scheda del Fonte del Re in .pdf

Pelago Marche rosso IGT
Il Pelago è entrato nella lista dei vini italiani più ricercati del mondo da quando conquistò, nel 1997, al primo anno di produzione, il massimo Trofeo all’International Wine Challenge di Londra. Frutto dell’intuizione del gruppo tecnico interno all’azienda, che decise di abbinare al Montepulciano il Cabernet Sauvignon, è un vino che mantiene lo stile e la personalità delle uve autoctone, amplificandone il profilo aromatico e la complessità con quelle bordolesi. Per conservare un elevato standard di qualità, l’azienda ha scelto di produrlo esclusivamente in quelle annate che hanno fornito uve idonee ad un vino di grande pregio. Il nome Pelago, derivando dalla radice di pelagos, appunto mare in greco antico, suggerisce il suo carattere marino e le peculiarità organolettiche tipiche dei vini prodotti nei pressi delle coste.
Scarica la scheda del Pelago in .pdf
Maximo Marche bianco IGT
Il Maximo è un vino certamente unico nel panorama enologico delle Marche, essendo prodotto grazie a condizioni climatiche che si possono definire a loro volta uniche. Viene creato nella parte più alta della tenuta di Villa Bianchi dove, grazie alle particolarissime condizioni climatiche determinate dall’alternanza tra elevata umidità e ventilazione più asciutta, a temperature piuttosto basse, le uve Sauvignon Blanc vengono intaccate da Botrytis Cinerea nella sua forma più nobile, regalando a questo vino sapori e profumi incredibilmente complessi e rari.
Scarica la scheda del Maximo in .pdf
A presto!
Serata Tormaresca, ecco le foto
E adesso, come tradizione impone, ecco a voi le foto della cena di ieri sera.
(Vedi lo Slideshow)

Renato, Salvatore Di Costanzo, Io, Francesco Domini e Gaetano Filippi
Vi segnalo inoltre i prossimi appuntamenti:
- Venerdì 18 aprile 2008 con Umani Ronchi
- Venerdì 16 maggio 2008 con Cantine Rallo.
Vi aspetto!
Quali vini degusteremo giovedì 27 marzo?
Giovedì sera, per il nuovo ciclo de “i 5 vini” avremo il piacere di proporvi i seguenti vini dell’azienda Tormaresca:

Chardonnay Puglia IGT 2007
Le uve sono state raccolte a maturità tecnologica presso le Tenute Maime e Bocca di Lupo e subito ammostate in cantina. Dopo la pigiatura soffice, il mosto viene portato ad una temperatura di 10 ° C per circa 24 h per ottenere una decantazione naturale.
Successivamente la maggior parte (90%) del mosto viene fermentato, con lieviti selezionati, in serbatoi di acciaio inox termocondizionati ad una temperatura non superiore a 18 ° C.
Un’altra parte (10%) viene invece fermentata in barriques di 2° passaggio, in locali termocondizionati. La permanenza in legno, durante la quale si svolge la fermentazione malolattica, si protrae per circa 3 mesi, dopodiché il vino viene affinato in acciaio e assemblato con l’altra parte.
Colore giallo paglierino con riflessi verdognoli; profumo di pesca, frutti esotici, con note di fiori d’arancio; sapore: ingresso morbido, sapido, buona acidità, gusto persistente.

Pietrabianca Castel del Monte DOC 2006
Le uve, provenienti dalla tenuta Bocca di Lupo, vengono pressate in modo soffice ed il mosto ottenuto viene posto in serbatoi di acciaio inox alla temperatura di 10°C, in modo da ottenere una decantazione naturale. Successivamente avviene il travaso in barriques nuove di rovere francese ed ungherese, dove svolge sia la fermentazione alcolica sia la fermentazione malolattica. Dopo un affinamento di sei mesi in barrique, il vino viene travasato in serbatoi di acciaio inox per essere prontamente imbottigliato.
Segue un ulteriore affinamento di 5 mesi in bottiglia prima di essere immesso sul mercato.
Colore paglierino intenso con riflessi verdolini; profumo fruttato con sentori di pesca bianca e frutti esotici con note vanigliate di legno ben amalgamate; sapore: ingresso morbido, seguito da corpo persistente. E’ un vino sapido con una buona acidità.

NePriCa rosso Puglia IGT 2006
Le uve (NEgroamaro, PRImitivo e CAbernet-sauvugnon provenienti dalle tenute Masseria Maime e Bocca di Lupo) sono state raccolte al giusto grado di maturazione e vinificate separatamente in serbatoi di acciaio inox termocondizionati. La macerazione, condotta a temperature non superiori a 28°C, è stata protratta per 8-12 giorni. Le fermentazioni malolattiche sono state completate entro l’inizio dell’inverno. E’ poi seguito un periodo di ulteriore affinamento in acciaio (circa 8 mesi) e in bottiglia (6 mesi).
Colore rosso rubino intenso; profumo di frutti rossi, amarena e ribes; sapore: ingresso morbido, acidità equilibrata, tannino rotondo.
Torcicoda Primitivo del Salento IGT 2006
Le uve provenienti da vecchi vigneti di Primitivo allevati ad alberello e da vigneti allevati a cordone speronato presso la Tenuta Maime, sono state raccolte appena surmature. Dopo la pigiatura, la macerazione, gestita con rimontaggi e delèstage soffici, è stata protratta per 15 giorni in serbatoi di acciaio inox. Durante questa fase, i vini hanno completato la fermentazione alcolica ad una temperatura di 26-28 °C. Dopo la svinatura il vino ha effettuato la fermentazione malolattica direttamente in barriques di rovere francese e ungherese, nelle quali è stato elevato per circa 10 mesi. E’ seguito un ulteriore periodo di 8 mesi di affinamento in bottiglia prima dell’immissione sul mercato.
Colore rosso rubino intenso; profumo tipico della varietà, frutti rossi, prugna, con note di legno ben amalgamate; sapore: morbido, corposo, lungo, con un tannino ben arrotondato e una giusta acidità.
Kaloro Moscato di Trani DOC 2005
Le uve provenienti da un vigneto di Moscato della Tenuta Bocca di Lupo dopo una accurata selezione sono state raccolte al giusto grado di maturazione tecnologica e appassite al sole, su appositi plateaux, per 21 giorni. L’appassimento ha così determinato non solo l’aumento del grado zuccherino, ma anche la comparsa di una serie di aromi (confettura, miele, ecc.) che donano a questo vino una notevole complessità.
Dopo la diraspatura e la seguente pressatura soffice, la fermentazione è stata condotta a temperatura controllata (18 – 20°C) in acciaio inox, in modo da esaltare quanto più possibile il potenziale aromatico e qualitativo delle uve.
E’ seguito poi un periodo di affinamento di circa un anno in acciaio e di ulteriori 6 mesi in bottiglia.
Colore giallo dorato; profumo dal bouquet fine e complesso con note di albicocca, confettura, miele; sapore: vino equilibrato, fine, che, dopo un ingresso morbido, appare lungo, con un ottimo equilibrio tra zuccheri e acidità.
Vi aspettiamo giovedì sera, ore 20.30, presso l’Hotel Ristorante Crescenzo di Procida.
Ricominciamo con le serate
Giovedì 27 marzo ricominceremo con le serate del ciclo de “i 5 vini” con i vini dell’azienda Tormaresca.
Interverranno il direttore generale dell’azienda Francesco Domini e Gaetano Filippi, capo area centro sud della Marchesi Antinori.
Vi ricordo che l’appuntamento è sempre presso l’Hotel Ristorante Crescenzo e che è necessaria la prenotazione.
P.S. Purtroppo a causa del fatto che in enoteca sto cambiando fornitore del servizio ADSL, sono senza linea dal primo di marzo e questo non mi ha permesso di fornirvi tutte le informazioni che avrei voluto darvi in merito all’azienda e ai suoi vini. Spero di ritornare in linea al più presto.
-
i 5 vini: chiusura col botto!
Come è andata la cena di ieri sera con Roberto di Meo?
Facciamo così: guardatevi le foto e giudicate voi stessi dai sorrisi.
Cosa mangeremo venerdì sera?
i 5 vini: il 18 gennaio appuntamento con Roberto di Meo dell’Azienda Agricola Di Meo di Salza Irpina
Venerdì 18 gennaio 2008 si svolgerà qui a Procida, presso l’Hotel Ristorante Crescenzo, la serata conclusiva del ciclo “i 5 vini“.
L’appuntamento è con Roberto di Meo enologo e comproprietario insieme ai fratelli Erminia e Generoso dell’Azienda Agricola Di Meo di Salza Irpina.
In quello stesso giorno, Roberto interverrà anche come ospite/relatore del Corso di tecnica ed esercitazione pratica di sala e gestione del vino organizzato dall’Ascom Confcommercio Isola di Procida.
Vi ricordo infine che, come al solito, i posti disponibili sono solo 40 e che il costo della serata è di 25€ a testa.
Menù
Gamberetti in pasta fillo e
Greco di Tufo
Tocchetti di bandiera al pane saporito e
Fiano di Avellino
Fagottini di cicarelle al pachino e
Alessandra Fiano di Avellino
Calamaro ai sapori di terra e
Isso Aglianico
Intreccio di sapori del bosco e
Taurasi Riserva
Tortino al cuore caldo di cioccolato e
Ratafià di Nonna Erminia
Vi aspetto per chiudere in bellezza questo primo ciclo di serate.



















