EnotecaProcida

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Archive for the ‘Aziende vinicole’ Category

Meet Wine Makers: Meet Roberto Di Meo – Procida 19 dicembre 2008

nessun commento

Venerdì 19 dicembre 2008 primo appuntamento di MwM: verrà a trovarci il mio carissimo amico Roberto Di Meo che molti di hanno già conosciuto a gennaio di quest’anno.

Di seguito allego la locandina della serata, per il menù vi toccherà aspettare lunedì.

Locandina Meet Roberto Di Meo

Vi invito infine ad iscrivervi al gruppo di MwM su Facebook per aggiornamenti o suggerimenti.

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Sabato, 13 Dicembre 2008 alle 19:51

Antinori: tutto in famiglia da 623 anni

con un commento

Da 623 anni, attraverso guerre, carestie, “recessioni“, questa storica famiglia è sempre riuscita a produrre e vendere prodotti eccellenti, sia in senso assoluto che nel senso della continuita’ di uno standard qualitativo sempre elevato.


Li rivediamo qui in questo bell’affresco familiare tratto dal programma 60 MINUTES di  CBSNEWS.

Trovate l’articolo completo a questo link.

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Venerdì, 17 Ottobre 2008 alle 19:13

Maremmante, mezzo Syrah e mezzo Alicante

con 6 commenti

No, non sono tra i primi 50 fortunati estratti per il tasting panel di Poggio Argentiera di Gianpaolo Paglia, ma farò parte di coloro che giocheranno il girone di ritorno ad aprile, questo però non può esimermi dallo scrivere lo stesso di un suo vino, sopratutto dopo che sia Jacopo Cossater che Fabio Ingrosso, a meno di venti giorni l’uno dall’altro, mi hanno segnalato tra i pochi wine blogger italiani.

E’ stato per me un onore e, maggiormente, una sorpresa che dimostra la potenza del mezzo comunicativo qual’è oggi la rete, dove anche le poche idee ed opinioni di un piccolo bottegaio come me trovano terreno fertile in termini di ascolto e diffusione.

Ed io per tutta risposta, cosa faccio? Per circa un mese non scrivo ne pubblico niente?

In verità nell’ultimo periodo il lavoro, complice una serie di sfortunati (piccoli) eventi non mi ha dato nè tempo nè pace, rendendomi impossibile non solo scrivere ma anche semplicemente degustare un’onesta bottiglia di vino.

Stasera però no! Devo farlo! Mi hanno appena consegnato un’altra partita dei vini di Gianpaolo Paglia, sono stanco ed è tardi, ma appena vedo l’etichetta del Maremmante, mi rendo conto che questa volta non sfuggirò all’agognata degustazione.

Le prime cose che mi colpiscono sono la capsula, di un rosso brillante vivo e, immediatamente dopo, il tappo: liscio, perfetto, senza una minima imperfezione, un pezzo unico di elastico sughero, da collezionare.

Verso il vino e qui subito una nota dolente: il colore fitto ed impenetrabile, molto bello, con dei riflessi violacei e bluastri, da proprio l’impressione di essere un avversario molto difficile da battere quando bisognerà procedere a togliere quella bella macchia che ho immediatamente provocato sulla tovaglia versandolo maldestramente.

Molto profumato, frutta rossa, mirtilli ma anche confettura, ampio, appena cominciamo a berlo vedo subito un sorriso affiorare sulle labbra di mia moglie, è il tipo di vino che a lei piace, robusto (14% vol.) ma non aggressivo, bensì morbido ad avvolgente con un finale vellutato. Davvero un gran bel vino con un prezzo a scaffale decisamente onesto.

A, ecco, cattive notizie:

Pochi vitigni parlano di Maremma come l’ Alicante. Coltivato qui da sempre e localmente chiamato “uva spagna” o “tinto di spagna” per il suo colore nero impenetrabile. In questo vino si trova in pari proporzioni col Syrah, in un assemblaggio tipicamente mediterraneo, dai sentori di liquirizia, caffè, frutti neri e speziati. Un vino solare, come la Maremma..

Ora che lo scopre mia moglie…

P.S. Stimando e sperando che i miei post rimangano a lungo in circolazione in rete, ho provveduto come certamente avrete notato, a rappresentare le foto delle bottiglie in orizzontale, per non pregiudicare la loro conservazione nel tempo. Adesso però mi sorge un dubbio che spero mi aiuterete a risolvere: ma la bottiglia la devo orientare con la capsula verso destra o verso sinistra?

Aiutatemi….

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Venerdì, 26 Settembre 2008 alle 11:59

Poggio Argentiera, vignaioli 2.0

con 5 commenti

Devo ringraziare Filippo Ronco ed il suo Vinix, grazie a questo social network incentrato sul vino ho avuto la possibilità di ampliare le mie conoscenze ed incontrare nuove ed interessanti persone.

Tra queste c’e’ Giampaolo Paglia, agronomo nonche’ proprietario di quel gioiello di azienda agricola denominato Poggio Argentiera.

Si definisce “vignaiolo 2.0“, presumo per il suo rapporto/approccio con il web, e dunque, ho deciso di provare ad inserire i suoi vini in enoteca rigorosamente comunicando a mezzo web: no telefono, no agente, no filiera distributiva, richiesta diretta via email provando quella che Filippo Ronco definisce “disintermediazione totale“.

Ha funzionato, Gianpaolo è stato molto gentile e cortese e in meno di dieci giorni dalla prima mail, ho ricevuto una prima fornitura di vini che vi vado a presentare:

Capatosta Morellino di Scansano DOC 2005

Capatosta Morellino di Scansano DOC 2005

Capatosta:
questo e’ il vino emblema dell’azienda con il cui nome la stessa viene spesso identificata. Vincitore di numerosi concorsi e’ un Morellino di razza tirato fuori da una accurate selezione di uve Sangiovese ed Alicante provenienti dai vigneti aziendali. Una vinificazione con fermentazione direttamente in Barrique di Allier a tostatura media di primo, secondo e terzo passaggio (rispettivamente il 50%, il 30% ed il 20% della massa) ed una maturazione del vino nelle stesse per un periodo di 12-13 mesi completano il lavoro.
Il nome dato a vino è un tributo ad una persona speciale e dalla “capa molto tosta“: un baldo ottantaquattrenne originario di Monte San Giovanni Campano, ex carabiniere nonche’ orgoglioso genitore di Gianpaolo.
(Vedi scheda in .pdf)

Bellemarsilia Morellino di Scansano DOCG 2007

Bellamarsilia:
l’etichetta di questo vino, di un giallo brillante e carico ha suscitato in me il primo interesse per questa azienda e, quando poi ho “incontrato” il proprietario in vinix, sono stato felice di approfondire la conoscenza di questo prodotto. E’ il vino prodotto in maggior numero di bottiglie da Gianpaolo (circa 150.000) e devo dire che sullo scaffale in enoteca fa una gran bella figura.
Ieri sera non ho resistito e, pur sapendo che la cena che mi aspettava era piuttosto frugale (…pane e verdurine arrostite…), ho stappato insieme a mia moglie questa bottiglia.
Come già accennato in questo post, non sono un amante delle degustazioni tecniche, preferisco il sistema “alla maniera svizzera“. Comunque il risultato è presto detto: bottiglia finita.
(Vedi scheda in .pdf)

Fonte_40 Maremma Toscana bianco IGT 2007

Fonte 40 o Fonte_40:
e veniamo adesso al vino che mi ha così incuriosito da farmi decidere di inserire dei nuovi prodotti a stagione gia’ inoltrata. E’ un blend composto da un 40% di vermentino, 40% di ansonica (meglio conosciuta come inzolia) e da un 20% di …fiano. Ma come, …fiano … in toscana… in maremma? Mai sentito. Sara’ un errore nella scheda?
Ebbene si’, di errore si tratta, ma non è nella scheda tecnica del vino, bensi’ di un errore di …consegna.
Doveva nascere una vigna a chardonnay, ma il vivaista spedi’ delle barbatelle di fiano e cosi’ Gianpaolo ha dovuto confrontarsi con questo grande, grandissimo vitigno. Devo dire che mi ha dato l’impressione di esserne rimasto molto molto contento.
(Vedi scheda in .pdf)

Per chiudere, un nota sul sito internet aziendale: facile da navigare e ricco di notizie, con ben due blog di cui uno i lingua inglese, rende facile reperire tutto cio’ che serve sia a chi il vino lo vuole solo bere, sia a chi come me il vino vuole anche venderlo e quindi necessita di schede tecniche aggiornate, foto delle bottiglie, notizie approfondite sull’azienda, sui vini e sulle varie partecipazioni a concorsi, degustazioni ed altro.

Bravo Gianpaolo.

P.S. In questo primo ordine Gianpaolo e’ stato cosi’ gentile da regalarmi una splendida magnum di Capatosta annata 2006. Per ringraziarlo del gesto vorrei invitare voi amici a degustarla insieme a me.
Chi vuol partecipare?

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Mercoledì, 23 Luglio 2008 alle 22:33

Antinori: tale padre, tali figlie

con un commento

Interessante video tratto da Wine Spectator dove James Suckling intervista contemporaneamente due generazioni della famiglia Antinori: il Marchese e le sue figlie.

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Venerdì, 13 Giugno 2008 alle 10:24

Video della serata a Procida con Stefano Bernetti di Umani Ronchi

nessun commento

Lo so, dal 18 aprile ad oggi ne è passata di acqua sotto i ponti, ma come ben sapete, sono stato oltre tre mesi senza collegamento ADSL in ufficio, e quindi ho avuto difficoltà a caricare online questi due video.

Li abbiamo registrati in occasione dell’appuntamento de “i 5 vini” dedicato all’azienda Umani Ronchi e testimoniano due interventi del Dott. Stefano Bernetti sui vini della propria azienda.

Stefano Bernetti ci parla della Lacrima di Morro d’Alba

-

Qui ci parla del Maximo

Vi chiedo scusa per la mano poco ferma del nostro operatore, ma trascinato dagli amici, anche lui in quell’occasione ha alzato un troppo il gomito.

Volevo ringraziare infine il dott. Bernetti per la sua simpatia e per i suoi numerosi interventi che hanno reso la serata una delle più piacevoli e meglio riuscite del fino ad ora.

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Domenica, 8 Giugno 2008 alle 18:10

Cantine Rallo: venerdì 16 maggio a Procida da Crescenzo

con 2 commenti

L’ultimo appuntamento de “i 5 vini” prima della stagione estiva è con Giuseppe Pistone, direttore vendite della Cantine Rallo di Marsala.

Di seguito annoto alcuni brevi cenni della storia di questa azienda.

La Cantina Rallo è ancora oggi, dopo 145 anni, sul mare. Le cantine di allora a Marsala erano quasi dei fortilizi, dei bastioni. Dalle alte mura d’un ocra pallido che si arrossa al tramonto del sole dietro l’isola di Levanzo sbucavano le bocche da fuoco per scoraggiare le scorrerie di briganti di mare, pirati barbareschi e invasioni indesiderate. Quelle stesse mura si aprono ancora oggi a ricevere quintali di uva bionda e nera per diventare vino, quel vino che qui è di casa da tremila anni.

Rallo Aquamadre Grillo vendemmia tardiva

Oggi il Direttore Andrea Vesco dirige l’azienda della sua famiglia, all’ombra della ciminiera di mattoni rossi, quella del forno delle “mistelle”, di quel mosto sapientemente tratto a creare il Marsala Rallo, ufficialmente sulle tavole di Casa Savoia dal 1942. La ciminiera non si usa più, ma resta un inconfondibile segno, un punto notevole della costa, a segnalare alle navi di passaggio che qui, su questa spiagge, si è fatta la storia economica della Sicilia dell’800.

Rallo Grillo

Andrea, che oggi abita nel Baglio godendo della vista del mare orlato all’orizzonte da Favignana e Lèvanzo e dalle esplosioni di schiuma sullo Scoglio delle Formiche nei giorni di maestrale, non deve più scrutare l’orizzonte in attesa delle navi da carico, come faceva il fondatore Diego Rallo. Giovane ufficiale imbarcato sulla flotta Ingham prima e Florio dopo, Diego decise di mettersi in proprio dopo aver sposato la Sig.na Tumbarello, di prospera famiglia di agricoltori, anticipando così di un secolo quel raccordo di filiera che oggi viene spacciato come grande invenzione manageriale. Imprenditore veloce quel Diego, fondò la sua impresa proprio nel 1860, anno che vide i garibaldini sbarcare sulla spiaggia davanti alle cantine, con le fregate inglesi a proteggerli e a dissuadere i produttori di vino a sparare contro quella banda di “briganti cenciosi” come avrebbe voluto il Re Borbonico. Anche allora fu il commercio a fare la storia

Rallo Frappato

Ancora oggi le alte sale del baglio ospitano le enormi botti del vino, quelle che allora si svuotavano dentro i barili caricati sulle navi attraccate al molo di fronte, un molo piccolo in mare aperto, per navi piccole, a vela, che caricavano e poi partivano subito, giusto il tempo di un bicchiere di vino, e che oggi stanno accanto a botti più piccole, francesi, le barriques, che si svuotano in scintillanti bottiglie che fanno bella mostra del marchio aziendale, Rallo come allora. Oggi Andrea dirige insieme allo zio Francesco tutta l’attività aziendale, coordinando le professionalità che sono state inserite nel gruppo dal 1996, anno in cui la sua famiglia ha acquisito l’attività, riportandola nelle acque sicure di una struttura economico patrimoniale solida e profondendo ogni sforzo per rifare di Cantine Rallo Spa quel sinonimo di prodotti di pregio che la storia dell’azienda aveva visto declinare dopo gli anni ‘50.

Nero d\'Avola Alcamo

Oggi, proprio come allora, la famiglia Vesco ha ottimizzato i suoi investimenti agricoli in Alcamo, con un vigneto di 50 ettari coltivato a catarratto, inzolia, merlot e cabernet, raccordando il più possibile la filiera, proprio come fece cent’anni prima Diego ottimizzando così la scelta imprenditoriale, dal grande senso umano, del fare vino partendo dal vigneto, dal proprio vigneto. Non si sa se Andrea pensa di più al vigneto o alla cantina, se passa più ore tra i filari o a discutere con i suoi enologi di questioni tecnico produttive, ma è certo che il suo obiettivo è quello di realizzare all’interno dei suoi vini quella autentica passione razionale che lo sollecita nel suo lavoro quotidiano.

Rallo Passito di Pantelleria

Cantine Rallo Spa è oggi un’azienda modernamente attrezzata e organizzata che si prefigge di coprire un ruolo dinamico all’interno del variegato scenario concorrenziale siciliano, focalizzandosi sui vini a Doc della Sicilia occidentale, Alcamo, Marsala e Pantelleria soprattutto, e diffondendo la calda passionalità dei vini di questa parte dell’isola sul maggior numero di mercati possibile, espandendo l’attività con tutte le moderne tecniche commerciali, tecniche che non fanno il vino, ma lo fanno conoscere.

I vini che avete visto comparire lungo il testo sono quelli che degusteremo durante la serata.

Come al solito vi aspetto presso l’Hotel Ristorante Crescenzo alla Marina Chiaiolella di Procida.

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Martedì, 6 Maggio 2008 alle 00:44

Tormaresca

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L’azienda Tormaresca nasce nel 1998 da un investimento in Puglia della famiglia Antinori. E’ composta da due tenute situate nelle aree più vocate alla produzione vitivinicola pugliese quali la D.O.C. Castel del Monte e la D.O.C. Salento: Tenuta Bocca di Lupo e Masseria Maìme.

Tenuta Bocca di Lupo
La tenuta Bocca di Lupo è situata ad un’ altezza di 250 metri dal livello del mare nel cuore della selvaggia Murgia barese, nei pressi di Minervino Murge – Bari. I terreni calcarei e poveri sono ottimi per ottenere vini rossi di qualità ed eccellenti bianchi. La tenuta ha una estensione di 100 ettari totalmente vitati. Le principali varietà di uve sono: Chardonnay, Aglianico, Cabernet Sauvignon.

Masseria Maìme
Questa tenuta sorge in una delle zone più belle dell’Alto Salento, non lontano dalla cittadina di San Pietro Vernotico – Brindisi. Si estende per una superficie di circa 500 ettari di cui circa 250 vitati, 85 ad uliveto ed i restanti a seminativi e bosco, sviluppandosi per circa 800 -900 metri lineari lungo la costa, creando così un paesaggio unico di vigneti che nascono tra boschi e pinete e si perdono a vista d’occhio fino a confondersi con il mare.
Le varietà maggiormente presenti sono: Negroamaro, Chardonnay e Cabernet Sauvignon.


Fonte: Eustopuglia

In questo video girato nel 2007 in occasione di una verticale di Bocca di Lupo da Eustachio Cazzorla (sommelier degustatore e giornalista) dell’Ais Puglia intervengono a presentare l’azienda il Direttore Generale Francesco Domini e l’Amministratore Delegato della Marchesi Antinori Renzo Cotarella.

Ho conosciuto Francesco Domini nel 2000, quando lui era capo area centro sud per Antinori. Avevo aperto l’enoteca da pochissimo (1998) ed era il primo anno che trattavo i prodotti di questa storica azienda e un giorno, all’improvviso, mi chiama Salvatore Di Costanzo (agente di zona) dicendomi che:

S. …il capo area centro sud vuole venire a Procida a conoscerti.

M. …e perchè??

S. Sai, ti vuole incontrare per capire come tu abbia fatto a vendere i loro prodotti su quest’isola dopo che in 26 generazioni Antinori a Procida è riuscita a vendere solo Capsula Viola

Fu per me un piacevole riconoscimento che si replicò l’anno successivo quando l’allora Direttore di Tormaresca, Gianluca dell’Antoglietta, volle per forza incontrarmi ed invitarmi a pranzo perchè non riusciva a capacitarsi del fatto che io risultassi il loro quinto cliente in campania come consumi. Gli dissi che le risposte possibili erano due: o in campania avevano solo 5 clienti, oppure vendevano molto poco vino…

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Domenica, 2 Marzo 2008 alle 23:59

Azienda Agricola Di Meo di Salza Irpina

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Ho avuto il piacere di conoscere Roberto Di Meo il 24 aprile di quest’anno in occasione di un incontro degustazione presso la mia enoteca durante il quale abbiamo presentato con notevole successo di pubblico alcuni dei suoi prodotti.

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Video di presentazione dell’Azienda Agricola Di Meo

Enologo, proprietario insieme ai fratelli Erminia e Generoso dell’omonima azienda, presidente della sezione campania dell’Assoenologi, Roberto è quel tipo di persona che ti piacerebbe conoscere a prescindere da qualsiasi ambito, settore o campo in cui tu lo abbia incontrato. E questo si riflette sullo stile dato ai suoi vini che legano a filo doppio il territorio di origine e una concezione modernissima delle tecniche di vinificazione.

Ciò da forma a vini (parlo in particolar modo dei bianchi) dal grado alcolico e concentrazione relativamente più basso rispetto alla media di mercato, ma con una pulizia di profumi e di gusto invidiabili.

Lo so, non sono stato molto chiaro, cercherò di esserlo di più:

Il fiano sa di fiano (non di chewing gum alla frutta), il greco sa di greco e così via fino ad arrivare al Fiano Alessandra (eccezionale!!!) e al Taurasi Riserva, dove la tecnica non sminuisce ma bensì esalta il terroir di questi vini.

Comunque, se nel frattempo vi fosse venuta voglia di conoscere Roberto e la sua azienda, vi ricordo che saranno i protagonisti dell’ultimo incontro di questo ciclo de “i 5 vini” il 18 gennaio 2008 qui a Procida.

Saluti e Buon Natale.

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Martedì, 18 Dicembre 2007 alle 20:06

Falerno del Massico DOC 2004 di Michele Moio

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Conosco i vini dell’Azienda Vinicola Michele Moio da circa dieci anni e devo dire che il suo Falerno del Massico Primitivo DOC mi ha sempre entusiasmato.

Cantine Moio
Il sito internet dell’azienda

Un vino potente, solido, in lento ma costante miglioramento anno dopo anno, con un’attenzione particolare al prezzo di cessione al pubblico. Insomma, un vero affare.

A quanto sembra non sono l’unico di questo parere; difatti mi sono imbattuto proprio oggi in una bella recensione dell’annata 2004 di questo vino da parte del giornalista Luciano Pignataro.

… La piacevolezza e la tipicità del Falerno di Michele ne fanno un torrione inespugnabile del patrimonio campano, non a caso sopravvissuto per mezzo secolo, il costo lo rende competitivo con tutti i rossi italiani e stranieri perché è davvero difficile trovare a questo prezzo una bottiglia così appagante …

Vi invito a leggere l’articolo completo a questo indirizzo.

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Lunedì, 17 Dicembre 2007 alle 18:48